Site menu:

PBC Tv

Byoblu incontra Boato - Rinnovabili e fotovoltaico nel 2008

Byoblu e Michele Boato: la decrescita felice

Michele Boato: le ragioni del no al nucleare. 1°Parte

Fernando Rossi

Chernobyl Decay and Deformed

NO dal Molin Vicenza, 6 sett. 2008, cariche della Polizia

Link:

Categorie

Recenti pubblicazioni

  • Rassegna stampa

  • Un attacco nucleare al trattato di non proliferazione

    Di George Monbiot - Tradotto da: blog.duper.org

    Fonte: http://www.monbiot.com/archives/2008/07/29/nuking-the-treaty/

    L’Iran è l’ultimo stato al mondo a violare il trattato contro la non proliferazione nucleare.

    Cosa sta pianificando il governo iraniano? Per una volta la coalizione imperiale, impopolare in Iraq e anche a casa, sta proponendo il dialogo, non la guerra. La proposta del consiglio di sicurezza dell’ONU era buona: se l’Iran sospende il proprio programma di arricchimento dell’uranio, gli saranno garantite forniture di carburante per l’energia nucleare, aiuto nella costruzione di un reattore ad acqua leggera, aiuto da altri stati, e l’inizio della fine delle sanzioni economiche. Gli Stati Uniti sembrano, per la prima volta, intenzionati ad aprire un ufficio diplomatico a Teheran. Ma a Ginevra, nella seconda metà di giugno, gli iraniani si oppongono fino alla fine dei negoziati. Il sabato successivo il presidente Ahmadinejad annuncia che l’Iran ha raddoppiato il numero delle centrifughe per arricchire l’uranio. Un quarto giro di sanzioni ora sembra inevitabile.

    Le dichiarazioni inequivocabili rilasciate da Barack Obama e Gordon Brown in Israele la settimana scorsa sul programma nucleare dell’Iraq non possono essere giustificate. Allo stesso modo non si possono giustificare le affermazioni di alcune voci pacifiste secondo le quali l’Iran non intenderebbe costruire la bomba. Perché un paese con riserve di gas naturale così immense e un potenziale talmente grande per l’energia solare dovrebbe subire le sanzioni e le minacce di bombardamenti per produrre del carburante che potrebbe comprare da altri stati, se accettasse le condizioni dell’ONU?

    Coloro che sostengono la teoria dell’uso pacifico del nucleare dovrebbero leggere la valutazione pubblicata dal governo USA a novembre, secondo la quale il programma nucleare dell’Iran sarebbe un mezzo per sviluppare “le capacità tecniche che potrebbero essere applicate per produrre armi nucleari, se verrà presa tale decisione.” L’ultimo rapporto dell’agenzia internazionale nucleare riporta che nessun materiale fissile è stato prelevato dalle riserve iraniane, ma solleva interrogativi gravi su alcuni documenti trovati, che indicano delle ricerche sulla fabbricazione della bomba (l’Iran sostiene che si tratti di falsi). Le persone contrarie ad attaccare l’Iran non sono obbligati ad accettare la pretesa del nucleare pacifico.

    Ma non dobbiamo nemmeno accettare le invenzioni dei nostri rappresentanti. Il consiglio di sicurezza sostiene che la soluzione del problema dell’arricchimento comporterebbe un “Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa”. Ma come in tutti i documenti simili non si menziona il proprietario principale di quel tipo di armi in quella zona: l’Israele. Secondo un’informativa dell’intelligence statunitense, l’Israele possiede tra 60 e 80 testate nucleari. Ma nessuno di quei paesi che vuole distruggere le armi nucleari all’Iran (che ancora non possiede) chiede la stessa cosa all’Israele.

    Questo argomento è un grande tabù, che né Brown, né Obama hanno menzionato la settimana scorsa. Le agenzie dei servizi segreti statunitensi forniscono un rapporto biennale sulle armi di distruzione di massa al congresso USA, che copre Iran, Corea del Nord, India, Pakistan e altri stati, ma non l’Israele. Durante un dibattito parlamentare il marzo scorso, al Ministro della difesa britannico Bob Ainsworth è stato chiesto se pensava che le armi nucleari israeliane fossero un “fattore destabilizzante” nel Medio Oriente. La sua risposta è stata: “A me sembra di capire che l’Israele non sia a conoscenza del suo arsenale atomico”. Ma il signor Ainsworth è davvero convinto di questa stupidaggine? E se sì, possiamo avere un nuovo ministro? Se l’Iran sta costruendo una bomba, lo sta facendo per un’unica ragione: esiste già uno stato in possesso di armi nucleari nel Medio Oriente, da cui si sente minacciato.

    Ma noi facciamo le regole e le infrangiamo. Il trattato di non proliferazione nucleare obbliga i cinque stati nucleari officiali (di cui fa parte il Regno Unito) a lavorare per il “disarmo generale e completo”. Venerdì scorso il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato un discorso di un militare, in cui si dice che la decisione di sostituire i missili nucleari inglesi è già stata presa, in gran segreto e senza essere presa in considerazione dal parlamento.

    Alla conferenza di Ginevra sul disarmo lo scorso febbraio, un delegato ha sottolineato che le “opportunità di eliminare le armi nucleari aumenteranno immensamente” se gli stati senza arsenale nucleare comprendono “l’impegno di liberarsi dal nucleare da parte degli stati nucleari. Se questi falliscono nel compito di mantenere il loro obbligo, altre nazioni potrebbero usare questo fatto come scusa per tenersi le loro armi”. Chi è stato questo agitatore? Era Des Browne, il segretario di stato per la difesa.

    Browne sostiene che la Gran Bretagna debba mantenere il proprio arsenale, vista la proliferazione negli altri paesi, e gli altri paesi sostengono di dover sviluppare il proprio arsenale perché le nazioni nucleari non stanno disarmando. A eccezione della Francia, nessun’altra nazione europea sente il bisogno di impiegare armi nucleari. Ma la Gran Bretagna continua a prepararsi per l’ultima guerra. Naturalmente nessuno è contrario al disarmo, è solo che questo compito viene posticipato in un futuro indefinito.

    I membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU distinguono tra il loro possesso “responsabile” di armi nucleari e l’uso da parte delle aspiranti potenze. Ma negli ultimi sei anni, Gran Bretagna, USA, Francia e Russia hanno annunciato di essere pronti a usare le loro armi atomiche anche preventivamente contro una minaccia ipotetica, anche contro uno stato non in possesso di armi nucleari.

    Ora il pericolo nucleare sta aumentando ancora, grazie al governo USA. Il segretario di stato, Condoleezza Rice, sta chiedendo agli altri stati di accettare i suoi piani di distruggere l’ultimo incentivo per il disarmo. Il trattato di non proliferazione garantisce ai paesi che lo rispettino dei materiali per l’energia nucleare a condizioni favorevoli. È un incentivo con dei difetti, poiché la diffusione di materiale nucleare per uso civile rende più probabile la proliferazione del nucleare militare, ma è pur sempre un incentivo. Ora la Rice sta facendo pressione affinché l’India possa comprare del materiale nucleare degli Stati Uniti, nonostante non abbia firmato il contratto di non proliferazione nucleare, e nonostante abbia sviluppato armi nucleari illegalmente.

    Se la Rice avrà successo, il suo piano spazzerà via il trattato, il trattato che è sopravvissuto alla guerra fredda, e che rimane la più importante garanzia contro l’annientamento del mondo. Esso sta subendo un vero e proprio “attacco nucleare” per il gusto di alcuni miliardi di dollari per l’esportazione del materiale.

    E ora il fatto veramente deprimente. Questa proposta del governo Bush viene supportata sia da John McCain, sia da Barack Obama.

    Il gioco di Mahmud Ahmadinejad con l’Israele, l’energia atomica e il consiglio di sicurezza dell’ONU è irresponsabile e incredibilmente pericoloso. Ma al suo posto penso che sarei tentato di agire allo stesso modo.

    Write a comment