Alcune idee per il futuro di Porto Marghera
di Michele Boato
Il dibattito sul futuro di Porto Marghera, aperto dalla crisi della chimica e dalle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale dee uscire dal generico; faccio perciò delle proposte molto precise:
- La priorità assoluta sono le bonifiche: finora non ne è stata fatta nemmeno una, nonostante ci siano a disposizione, da più di 9 anni i 550 miliardi di lire che Montedison ha versato nell’imminenza della sentenza di primo grado del processo per le morti da Cloruro di Vinile. Solo 25 miliardi sono stati incamerati dal Ministero Ambiente e non si sa neppure che destinazione abbiano avuto. La proposta di un Commissario, caldeggiata da più parti, serve anche a far saltare le bonifiche in cambio di una semplice “messa in sicurezza” con i rifiuti tossici e le terre inquinate che rimangono dove sono, in parte incapsulate da pareti di cemento. Ricordiamoci che le bonifiche necessitano di mano d’opera altamente qualificata, come sono la gran parte degli operai chimici oggi a rischio;
- In prima zona ind. vanno costruiti il Vega 2, 3 e 4; ma con modalità più civili del Vega 1, che è una landa di cemento, invivibile, senza una piazza, un po’ di alberi per le 18oo persone che ogni giorno vi lavorano;
- Il completamento del Vega, ora in corso, deve essere (per legge e per Piano regolatore) una “Città della Musica” come servizio pubblico e non una ennesima speculazione privata, come si sta prospettando;
- Rafforzare l’attività portuale e la logistica;
- Immediatamente a nord del Parco di S.Giuliano, a nord del ponte della Libertà (al poste delle due fabbrichette chimiche e inquinantissime, chiuse da tempo) si faccia il porticciolo per barche a remi e a vela previsto dal Progetto Di Mambro del Parco;
- A sud del ponte, in Prima zona industriale, si faccia invece il porticciolo con rimessaggio per le grandi barche a motore, che escono in mare attraverso il canale dei Petroli e la bocca di Malamocco, senza interferire con le barche a remi e a vela;
- Sempre in prima zona, sulla banchina del Canale Bretelle si trasferiscano le attività che ora stanno sul Canal Salso impedendone la fruizione a parco da parte dei cittadini;
- La banchina contigua, a lato del Canale Industriale, invece, si può comodamente attrezzare per ricevere le grandi navi turistiche da crociera, senza intaccare di nuovo le Casse di colmata A e B, su cui si voleva fare la III zona industriale, e che da una decina d’anni si stanno recuperando all’ambiente naturale e alla fito-depurazione;
- Nel vecchio Petrolchimico, ora chiuso (compreso il capannone delle assembleee e l’ex mega parcheggio adiacente), può essere insediata una mega Area Fieristica di Venezia, non solo per la nautica; invece di pensare a cementificare altre enormi aree col Quadrante Tessera;
- Va escluso un nuovo porto a sud in area S.Leonardo: le gigantesche e pericolose mega petroliere si devono servire di boe esterne, fuori di Malamocco, senza dover più entrare in laguna.
Posted: May 21st, 2009 under Ambiente.
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